
La lettura nel mese di agosto 2025 è andata avanti a un ritmo più lento del solito e, complice il caldo estivo e la voglia di staccare la spina, ho dedicato meno tempo ai libri rispetto ad altri periodi.
Nonostante il desiderio di disconnessione, sono riuscita a leggere cinque libri, spaziando tra generi e autori molto diversi. In questo articolo vi offro un breve riepilogo delle mie letture di agosto, con una sinossi essenziale di ciascun titolo, in attesa di pubblicare presto le recensioni complete.
Antonio Franchini, nel suo romanzo Il fuoco che ti porti dentro, racconta la vita e la morte di Angela, una donna dal carattere impossibile che incarna simbolicamente tutti i peggiori difetti dell’Italia contemporanea.
Angela è in realtà la madre dell’autore e, attraverso questo intenso romanzo-memoir, l’autore indaga i sentimenti di questa figura femminile, provando a dare una spiegazione alla furia e l’ostilità che la animano.
Il tono narrativo mescola commedia e tragedia, con ironia e dolore l’autore tratteggia un’eroina eccessiva e imprevedibile, circondata da personaggi vividi e sopra le righe. Ne emerge un ritratto familiare fuori dagli schemi, in cui la scrittura misurata di Franchini riesce a trasformare un difficile rapporto madre-figlio in una storia di grande impatto emotivo.
Leggi la mia recensione completa
Acquista il libro qui
La scrittrice americana Rebecca Kauffman nel suo romanzo corale Vengo io da te dipinge un vivido ritratto familiare lungo l’arco di un anno.
La storia è ambientata nel 1995 e segue le vicende di una famiglia statunitense: una giovane coppia di sposi in attesa della loro prima figlia, una madre che affronta un difficile divorzio, un suocero la cui salute declina inesorabilmente, e un fratello che, reduce da un matrimonio fallito, è un padre amorevole ma anche un bugiardo cronico. Mese dopo mese, attraverso piccoli e grandi eventi quotidiani, emergono emozioni, segreti, paure e speranze che tessono un affresco domestico in cui è facile riconoscersi.
Con uno stile empatico e sensibile, la Kauffman trasforma la quotidianità familiare in un’indagine luminosa sull’animo umano, ricordandoci che, nel bene e nel male, tutti siamo parte di un’unica grande famiglia.
Leggi la mia recensione completa
Acquista il libro qui
La bella estate di Cesare Pavese, pubblicato nel 1949 nell’omonima raccolta che vinse il Premio Strega 1950, è un romanzo breve di formazione che racconta la delicata fase di passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
Protagonista della vicenda è Ginia, una sedicenne torinese ingenua e piena di sogni, che viene introdotta dalla sua amica più matura, Amelia, nel vivace ambiente artistico bohémien della città. Durante quell’estate spensierata, Ginia conosce Guido, un pittore affascinante, e vive con lui la sua prima storia d’amore, credendo di aver finalmente trovato la felicità tanto idealizzata, la bella estate della vita. Tuttavia le illusioni durano poco e ben presto Ginia scopre il dolore della disillusione e della gelosia, accorgendosi che Guido è più interessato alla sua arte e alle altre compagnie che a lei.
Questa fase di felicità si conclude bruscamente e Ginia, pur ferita e delusa, si riappacifica con Amelia, acquisendo una nuova consapevolezza adulta dopo la perdita dell’innocenza.
Pavese, con la sua prosa poetica e malinconica, descrive in modo magistrale l’entusiasmo e la vulnerabilità della giovinezza, consegnandoci un classico intramontabile sulla crescita e il primo amore.
Leggi la mia recensione completa
Acquista il libro qui
Thérèse Raquin di Émile Zola (1867) è un celebre romanzo del Naturalismo francese, noto per la sua atmosfera cupa e la spietata analisi delle passioni umane.
La giovane protagonista Thérèse, rimasta orfana e cresciuta dalla zia, vive intrappolata in un matrimonio di convenienza con il cugino malaticcio Camille, in una squallida routine quotidiana nella merceria di famiglia a Parigi.
L’arrivo di Laurent, un amico di Camille, sconvolge presto questo equilibrio: tra Laurent e Thérèse nasce una relazione proibita, travolgente di passione e desiderio. Accecati dal loro amore clandestino, i due amanti decidono di liberarsi di Camille e inscenano il suo annegamento durante una gita in barca, riuscendo a far passare l’omicidio per un tragico incidente.
Dopo il delitto, Thérèse e Laurent possono finalmente sposarsi, ma la colpa inizia a corrodere le loro anime: il ricordo del marito ucciso, quasi un fantasma che li ossessiona, trasforma gradualmente la passione in odio reciproco. Nel disperato tentativo di sfuggire al rimorso e alla paranoia, la vicenda culmina in un epilogo tragico e morboso.
Zola, con crudele lucidità, ritrae la degradazione morale dei protagonisti e realizza un romanzo potente, che scandaglia gli istinti più bui dell’animo umano e le conseguenze distruttive di un crimine.
Leggi la mia recensione completa
Acquista il libro qui
Bebelplatz di Fabio Stassi è un viaggio nella memoria del fuoco e della censura, dalla Germania nazista ai conflitti del presente.
Il romanzo prende avvio dal 10 maggio 1933, quando a Berlino, nella piazza di Bebelplatz, migliaia di libri vengono dati alle fiamme sotto lo sguardo compiaciuto di Joseph Goebbels, che proclama:
L’uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo di carattere.
Da quell’evento simbolico, Stassi allarga lo sguardo all’Europa intera, invasa dall’odore di benzina e cenere.
Il racconto si intreccia con la nostra contemporaneità: 24 febbraio 2022, la Russia invade l’Ucraina; poco più tardi, un nuovo conflitto devasta la striscia di Gaza. Durante un tour negli istituti di cultura italiani, da Amburgo a Monaco, l’autore attraversa le piazze dei Bücherverbrennungen – i roghi di libri – e compone un atlante personale della letteratura dannosa e indesiderata.
Stassi ricostruisce le vicende di cinque scrittori italiani destinati alle fiamme dai nazisti: Pietro Aretino, cantore della libertà rinascimentale; Giuseppe Antonio Borgese, cittadino del mondo e utopista; Emilio Salgari, amato in Sudamerica per il suo spirito antimperialista; Ignazio Silone, antifascista radicale; Maria Volpi, unica donna della lista, narratrice coraggiosa dell’indipendenza femminile.
Ne nasce un appassionato discorso in difesa di tutto ciò che trasgredisce la norma, un viaggio fatto di corrispondenze e nuove interpretazioni, da Ovidio a Cervantes, da Arendt a Canetti, fino a Sebald, Morante e Bernhard.
Bebelplatz è, in definitiva, un invito a disseppellire la biblioteca di Don Chisciotte: perché la ribellione si impara leggendo, e ogni lettore, per qualsiasi potere, «è sempre una minaccia».
Leggi la mia recensione completa
Acquista il libro qui