Premio Campiello 2025: annunciata la cinquina finalista

La Giuria dei Letterati del Premio Campiello 2025 ha ufficializzato il 30 maggio scorso, presso l’Aula Magna di Palazzo del Bo dell’Università di Padova, la cinquina finalista della 63ª edizione.

I cinque autori in corsa per il prestigioso riconoscimento letterario si contenderanno la vittoria finale il 13 settembre al Teatro La Fenice di Venezia, dove la Giuria dei 300 Lettori Anonimi decreterà il vincitore. La selezione presenta una notevole varietà di generi e approcci narrativi, segnalando una ricerca di qualità letteraria che va controcorrente rispetto al conformismo editoriale contemporaneo. 

I cinque finalisti in gara per la vittoria

I candidati del Premio Campiello 2025 selezionati rappresentano diverse generazioni e correnti della letteratura italiana contemporanea. Marco Belpoliti, 70 anni, concorre con Nord Nord (Einaudi), un viaggio geografico e letterario che esplora il concetto di “Nord” attraverso Milano, Brianza e Bergamo, intrecciando memoria personale e ritratti di figure culturali come Alberto Arbasino e Gabriele Basilico.

Wanda Marasco, 71 anni, napoletana, è in gara con Di spalle a questo mondo (Neri Pozza), romanzo storico ambientato nella Napoli del 1887 che narra l’amore tra il medico Ferdinando Palasciano, precursore della Croce Rossa, e la nobildonna russa Olga Pavlova Vavilova. L’opera, già semifinalista al Premio Strega 2025, conferma la maturità artistica dell’autrice dopo “Il genio dell’abbandono”, finalista Strega nel 2015.

Monica Pareschi, traduttrice letteraria ed editor milanese, presenta Inverness (Polidoro), raccolta di sette racconti che indagano “la paura antica nell’incontro con l’altro” attraverso storie taglienti sui rapporti umani. 

Alberto Prunetti, 51 anni, esponente della letteratura working class italiana, concorre con Troncamacchioni (Feltrinelli), che racconta anarchici, banditi e comunisti dell’Alta Maremma tra 1919 e 1922.

Completa la cinquina premio Campiello 2025 Fabio Stassi, 62 anni, bibliotecario di origine arbëresh, con Bebelplatz (Sellerio), saggio narrativo che parte dal rogo nazista dei libri del 1933 per esplorare il rapporto tra letteratura e libertà di parola, identificando cinque autori italiani bruciati dai nazisti.

Fonte: Premio Campiello

Rinnovamento ai vertici della giuria

La giuria del Premio Campiello 2025 ha visto un significativo rinnovamento con l’arrivo di Giorgio Zanchini come nuovo presidente, in sostituzione di Walter Veltroni. Il giornalista e saggista RAI, conduttore di programmi come Quante Storie e Radio Anch’io, guida ora la Giuria dei Letterati composta da undici membri, tra cui i nuovi ingressi di Rita Librandi, vicepresidente dell’Accademia della Crusca, Liliana Rampello e Stefano Salis.

Il processo di selezione ha visto una competizione serrata: i primi tre libri (Marasco, Pareschi, Stassi) sono entrati al primo turno, Belpoliti al secondo, mentre Prunetti ha conquistato l’ultimo posto al quinto turno dopo un ballottaggio con “Silenzio” di Melania Mazzucco. La data della finale è fissata per sabato 13 settembre al Teatro La Fenice di Venezia, dove i Trecento Lettori Anonimi, rappresentativi di tutte le categorie sociali e distribuite su tutto il territorio nazionale, decreteranno il vincitore.

Una selezione controcorrente

La cinquina riflette quello che il critico Federico Bertoni, membro della giuria, definisce un tentativo di andare controcorrente rispetto al “conformismo narrativo che spesso predilige temi facili per catturare il pubblico”. I finalisti del premio Campiello 2025 presentano infatti una varietà di approcci che spazia dalla contaminazione tra narrativa e saggistica (Belpoliti, Stassi) al ritorno alla dimensione storica (Marasco, Prunetti), dalla sperimentazione linguistica alla geografia letteraria radicata nei territori.

L’eterogeneità editoriale, con la presenza di case editrici medie come Polidoro accanto ai grandi gruppi, e la diversità generazionale caratterizzano questa selezione che, secondo il presidente Zanchini, punta su opere capaci di “dare forma al caos del mondo in cui viviamo”. La scelta privilegia la ricerca stilistica e l’impegno tematico, segnalando una resistenza alle logiche puramente commerciali.

Verso la finale veneziana

Prima della proclamazione finale, i cinque autori parteciperanno al tour estivo che li porterà in dodici città italiane da giugno a luglio, incontrando i lettori in location prestigiose. 

La cerimonia conclusiva del 13 settembre al Teatro La Fenice rappresenterà il culmine di un’edizione che si preannuncia come spartiacque nella storia del premio, con una giuria rinnovata e una selezione che rivendica il primato della qualità letteraria. Il vincitore riceverà 10.000 euro e soprattutto il riconoscimento di uno dei più prestigiosi premi letterari italiani, confermando il ruolo del Campiello come osservatorio privilegiato delle tendenze della narrativa contemporanea.

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Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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