Cosa ho letto a giugno 2025

Giugno è stato il mese delle prime giornate afose, della luce intensa che sembra non voler mai andare via e delle letture che, nonostante tutto, hanno trovato il loro spazio. 

È stato anche un mese ricco di incontri dal vivo: ho partecipato al Salerno Letteratura Festival, appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di libri e alla quarta edizione di FLIP – Festival della Letteratura Indipendente, due esperienze diverse ma ugualmente stimolanti, capaci di alimentare ancora di più il mio desiderio di leggere e ascoltare storie.

Questo mese ho letto tre romanzi molto diversi tra loro, per stile, voce e ambientazione ma tutti con una forte identità narrativa. 

L’amore mio non muore di Roberto Saviano

Rossella Casini aveva poco più di 20 anni quando fu uccisa per aver osato opporsi alla ‘ndrangheta.
In questo romanzo, Saviano riporta in luce la sua storia e, con una scrittura che alterna rigore documentario e intensità narrativa, intreccia la vicenda personale di Rossella con una riflessione sull’amore come forma estrema di resistenza.
Un libro che commuove e riapre ferite mai rimarginate ma anche un atto necessario di giustizia letteraria.

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Goodbye Hotel di Michael Bible

Un uomo, una stanza, una colpa che torna a galla.
François si rifugia nel misterioso Goodbye Hotel, a New York, per scrivere quello che forse è un memoriale, forse una confessione. Tra passato e presente, il romanzo scava nei rimpianti e nelle possibilità mancate, lasciando spazio al lettore per riempire i vuoti.
Uno stile spoglio, affilato, che gioca con il tempo e con il senso della perdita.

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Portnoy di Philip Roth

Il classico irriverente che ha fatto la storia della letteratura americana.
In questa nuova edizione Adelphi, Portnoy’s Complaint torna nelle librerie italiane con il titolo Portnoy e la traduzione di Matteo Codignola. Il romanzo è un lungo monologo, una seduta psicoanalitica sfrenata e provocatoria, in cui Roth mette a nudo nevrosi, desideri e contraddizioni di un giovane ebreo americano.

Un testo che ha scandalizzato, fatto ridere, fatto discutere – e che ancora oggi mantiene intatta la sua forza sovversiva.

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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