Cosa ho letto a maggio 2026

Maggio è stato il primo mese in cui ho fatto i conti davvero con il fatto che la mia vita è cambiata. Ho cambiato lavoro, ho cambiato ritmo, ho cambiato quasi tutto quello che dava forma alle mie giornate e, tra le prime cose che ho perso per strada, c’è stato il tempo di leggere. Non il desiderio, quello è rimasto intatto, ma il tempo, quello sì.

Con un nuovo ruolo e una nuova quotidianità da costruire, aprire un libro la sera e riuscire a starci dentro è diventata una piccola conquista. Ci sono serate in cui arrivo a fine pagina e non ricordo nemmeno cosa ho letto e devo ricominciare. Ci sono serate in cui il libro resta chiuso sul comodino e mi addormento prima ancora di toccare il segnalibro.

Eppure non demordo, tre libri a maggio non sono pochi, se ci penso bene. Tre libri letti davvero, non sfogliati. Tre libri che mi hanno tenuto compagnia nei ritagli di tempo e mi hanno dato qualcosa da portare con me.

Non scrivere di me – Veronica Raimo

S. ha trentacinque anni, fa la cameriera a Roma e scopre per caso che Dennis May, attore e regista americano di culto, è morto suicida. Dennis è stato l’uomo con cui S. ha avuto una relazione anni prima, una relazione fatta di incontri sporadici in hotel, di ossessione e di violenza. Prima di scomparire dalla sua vita, lui le aveva detto una cosa sola: “Non scrivere di me”. Con la sua morte, S. decide di farlo.

Veronica Raimo non perde un colpo, anche su un tema pesante come questo, la sua scrittura resta tagliente, asciutta, con quella vena ironica che la rende unica. Lo stile non vacilla mai e, forse, è la cosa che ho ammirato di più.

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Lo spazio bianco – Valeria Parrella

Maria ha passato da poco i quarant’anni, insegna in una scuola serale di Napoli e partorisce prematuramente una bambina al sesto mese. La piccola Irene viene ricoverata in terapia intensiva neonatale. Maria deve aspettare, tre mesi, dietro l’oblò di un’incubatrice. È proprio questo lo spazio bianco del titolo: un tempo sospeso, senza certezze, in cui bisogna stare ferme anche quando non si sa come farlo.

Il tema della maternità mi è molto caro e in Maria mi sono ritrovata. Valeria Parrella scrive di un’attesa che non è solo fisica, è un’attesa dell’identità. Di capire chi sei adesso, con questa cosa nuova e fragile che dipende da te.

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La bambola senza pile – Lisa De Luca

Chiara riceve un diario dalla madre scomparsa, un documento intimo che diventa un viaggio nella loro relazione. Pagina dopo pagina, scopre che c’è qualcosa di più, una connessione che continua a vivere in modi imprevedibili, una presenza che si manifesta quando meno se l’aspetta. Un romanzo sul legame indissolubile tra madre e figlia, sull’eredità invisibile che ci accompagna per sempre e sul coraggio di andare avanti anche quando l’energia sembra esaurita.

Anche questo libro mi ha preso in modo inaspettato. La protagonista attraversa un lutto prematuro e io ci ho trovato qualcosa di mio, qualcosa che conosco.

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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