Estate caldissima di Gabriella Dal Lago: recensione

Se appartenete alla generazione nata tra la fine degli anni Novanta e primi Duemila, quella che lavora troppo, sente troppo, spera ancora e con l’ansia sempre in sottofondo, in Estate caldissima di Gabriella Dal Lago troverete la vostra estate. 

La narrazione ben presenta il vivido ritratto generazionale dei trentenni di oggi, raccontato con piglio acuto e sensibile. L’autrice mette in scena una vicenda corale ambientata durante l’estate più calda degli ultimi due secoli, ricorrendo all’espediente di un ritiro lavorativo per esplorare ansie, relazioni e fragilità contemporanee. Il risultato è un romanzo breve ma denso, che unisce intrattenimento e critica sociale.

copertina libro Estate caldissima

Titolo originale: Estate caldissima

Autore: Gabriella Dal Lago

Editore: 66thand2nd

Anno di pubblicazione: 2023

Pagine: 176

Genere e forma: romanzo

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Informazioni sintetiche sul contenuto del libro

In Estate caldissima sette adulti, colleghi presso un’agenzia di comunicazione chiamata Bomba Agency, insieme a un bambino e a una gatta si rifugiano in una casa di campagna durante un’ondata di calore senza precedenti. Il gruppo ha una settimana di tempo, lontano dalla città soffocante, per completare un importante progetto di lavoro. 

«Come il Decameron, ma senza la peste» scherza uno dei personaggi: in effetti la situazione richiama la celebre cornice boccaccesca, con la differenza che qui non c’è alcuna novella da raccontare a turno, ma solo lavoro, lavoro, lavoro, almeno in apparenza. 

Ogni membro del gruppo arriva a questa convivenza forzata con il proprio bagaglio di ambizioni, paure, ansie e speranze e la lunga estate eccezionalmente calda porta tutto all’estremo, amplificando sensazioni ed emozioni e aumentando l’incertezza di relazioni già sul punto di spezzarsi. Il pianeta stesso, con la crisi climatica in corso, diventa una presenza incombente osservando da lontano i protagonisti. 

In questo romanzo corale e coinvolgente, Gabriella Dal Lago guida il lettore in un microcosmo dove ciascuno dei protagonisti è in bilico, sospeso fra un presente precario e un futuro tutto da scrivere e del tutto incerto.

Uno degli aspetti notevoli di Estate caldissima è l’uso calibrato di citazioni e riferimenti culturali disseminati nel testo, che aiutano a definire l’atmosfera generazionale. Abbiamo già menzionato il paragone esplicito con il Decameron di Boccaccio, ma non è l’unico rimando letterario, visto che il romanzo è arricchito da una serie di riferimenti pop e non si dimentica di infondere una certa speranza verso il futuro nonostante il tono inquieto.

L’autrice, inoltre, inserisce frasi che fotografano in modo icastico lo spirito del tempo. Ad esempio, a un certo punto viene osservato che:

Quasi tutto quello che fanno [i protagonisti] è dimenticabile e sarà dimenticato; e mentre lo fanno, continueranno a leggere newsletter e articoli e guardare film e serie TV che parlano della fine di tutto quello in cui vivono immersi: la fine dei social network, la fine di internet, la fine del capitalismo, la fine del mondo.

Questo passaggio condensa perfettamente la pervasiva cultura dell’apocalisse che caratterizza i millennial e la Generazione Z, costantemente bombardati da contenuti sulla fine di un’epoca. 

Un’altra trovata linguistica efficace è il neologismo fampany – crasi tra family e company – con cui un personaggio teme che il loro esperimento di vita-lavoro in comune venga scambiato per un ridicolo tentativo di fare dell’azienda una famiglia. Sono dettagli come questo (neologismi, riferimenti a social network, musica e cultura pop) a rendere la narrazione autentica e profondamente calata nell’oggi. 

Vale la pena citare anche i dialoghi vivaci, spesso punteggiati da battute e riferimenti generazionali, che funzionano quasi da citazioni implicite di conversazioni realmente udite nella vita quotidiana, aumentando il realismo del romanzo.

Senza svelare troppo la trama, si può dire che Estate caldissima sviluppa una storia di tensioni crescenti e convivere 24 ore su 24 sotto lo stesso tetto porterà a galla dinamiche personali inaspettate, svelando gradualmente i fantasmi interiori di ciascun personaggio. 

Uno degli elementi più originali del romanzo è la voce narrante onnisciente in prima persona plurale, un narratore collettivo che osserva cosa accade nella casa, come fosse una casa di bambole. Questo espediente stilistico, insieme alla struttura a più punti di vista alternati, permette di seguire da vicino i pensieri intrecciati di tutti i protagonisti, immergendoci nelle loro inquietudini. 

Giudizio critico

Dal punto di vista stilistico e narrativo, Estate caldissima colpisce per l’agilità della prosa e la naturalezza dei dialoghi. La scrittura di Gabriella Dal Lago è tagliente e diretta, con momenti in cui abbraccia il flusso di coscienza dei personaggi per renderne il tumulto interiore. La stessa autrice ha spiegato di aver cercato “una lingua piana, che arrivasse diretta, senza troppe mediazioni”, lasciando spazio a uno sguardo quasi teatrale sulla vicenda. E si sente: i dialoghi sono di rara bellezza e credibilità, talvolta brillanti e venati di ironia, e conferiscono un ritmo quasi cinematografico alla lettura. Sembra quasi di assistere a un film corale, con scene brevi, montate con precisione, in cui i protagonisti interagiscono in maniera vivida. Questo rende il libro scorrevole (lo si divora in poco tempo) ma anche profondo, capace di intrattenere e insieme stimolare riflessioni non banali. A mio parere, ci troviamo di fronte a un’opera di alto livello che, con leggerezza solo apparente, tocca temi importanti.

Se siete millennial, in questo romanzo c’è davvero tutto il vostro mondo. Estate caldissima riesce a inquadrare le principali inquietudini di una generazione: il lavoro totalizzante che invade ogni spazio (qui rappresentato da un’agenzia creativa dove i confini tra vita privata e vita lavorativa si confondono completamente), l’ansia pervasiva che diventa compagna quotidiana, le relazioni sentimentali precarie o fagocitate dalla carriera e dalla tecnologia, le speranze ancora vive ma già venate di disillusione. 

Gabriella Dal Lago fotografa con precisione chirurgica la crisi e la precarietà delle vite di trentenni colti in un mondo che cambia a ritmo vertiginoso, dove le aspettative si scontrano con la realtà e c’è una distanza incolmabile con i sogni e le possibilità della generazione che li ha preceduti. 

Il romanzo dà voce e corpo a questa condizione in modo così puntuale da sembrare un manifesto generazionale ma riesce anche a toccare corde universali: parla della nostra contemporaneità, del senso di smarrimento che, a ben guardare, riguarda tutti – giovani e meno giovani – in un’epoca di cambiamenti climatici, sociali e tecnologici fuori controllo. In questo senso, pur essendo radicato nell’esperienza dei millennial, Estate caldissima non è un libro solo per millennial, è un romanzo capace di suscitare curiosità anche in chi appartiene ad altre generazioni, offrendo uno sguardo empatico ma critico su una fase della vita e della società attuale.

Tra riferimenti pop, impossibile non cogliere quella presente nel titolo: il romanzo, infatti, richiama la canzone La lunga estate caldissima degli 883, hit estiva dei primi anni 2000, che contrappone il suo immaginario spensierato alla cupezza dell’estate narrata nell’opera. 

La tradizione letteraria di riferimento

Sul piano letterario, Estate caldissima si inserisce nel filone dei romanzi generazionali contemporanei, pur avendo una voce molto personale. Rientra nella tradizione del romanzo corale in spazi chiusi, un topos narrativo che ha illustri precedenti: viene in mente il Decameron ma anche certa drammaturgia moderna. Non a caso Gabriella Dal Lago, parlando della propria opera, ha citato il testo teatrale Il dio del massacro di Yasmina Reza come riferimento ideale. 

Come nell’opera di Reza, anche qui i personaggi, chiusi in un luogo circoscritto, funzionano come reagenti chimici che svelano le proprie tensioni interiori. Allo stesso tempo, la vicenda dei giovani professionisti precari e ansiosi dipinge un affresco che dialoga con altri romanzi dei nostri anni: si possono cogliere affinità con le opere di Sally Rooney, ad esempio, che in Dove sei, mondo bello ha raccontato con lucidità le inquietudini sentimentali e sociali della nostra generazione, o con Tempi eccitanti di Naoise Dolan, un’altra storia di millennial alle prese con lavori e relazioni instabili. 

La stessa autrice ha menzionato Le perfezioni di Vincenzo Latronico, romanzo italiano che mette al centro le vite digitali dei trentenni, come lettura in dialogo con Estate caldissima Inoltre, l’approccio dell’autrice nel mescolare critica sociale e dimensione privata ricorda certi esempi di narrativa italiana recente sul precariato e la disillusione, delineando un possibile canone emergente della letteratura millennial italiana.

Conosciamo meglio l’autrice

Per Gabriella Dal Lago, torinese classe 1988, Estate caldissima rappresenta la seconda prova narrativa, pubblicata a un anno di distanza dal suo romanzo d’esordio Uto e Gesso (66thand2nd, 2022). 

Pur pubblicate a breve distanza, tra le due opere si nota un interessante percorso di evoluzione. Il primo romanzo presentava già la cifra stilistica dell’autrice, ovvero l’idea di bloccare un gruppo di personaggi in una situazione eccezionale (in Uto e Gesso erano bloccati in auto su un’autostrada innevata), con una struttura, forse, più costruita e visibile. In Estate caldissima, Gabriella Dal Lago consolida la sua aspirazione alla coralità e anche qui i personaggi si trovano a sperimentare una convivenza forzata, stavolta in una villa di campagna sotto un sole cocente, e le tensioni tra loro emergono gradualmente in modo ancora più naturale.

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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