Andrea Bajani vince il Premio Strega 2025

I pronostici della vigilia si sono rivelati esatti: Andrea Bajani ha vinto il Premio Strega 2025 con il suo romanzo L’anniversario. Nella finale del più prestigioso premio letterario italiano, l’autore romano si è aggiudicato l’ambito riconoscimento superando gli altri candidati in gara senza troppe sorprese, dato che il suo libro era risultato il più votato già nella fase precedente.

La classifica finale del premio si è chiusa con L’anniversario al primo posto con 194 voti, distanziando nettamente gli altri finalisti. Al secondo posto si è classificata Elisabetta Rasy con Perduto è questo mare (133 voti), seguita da Nadia Terranova con Quello che so di te (117 voti). Più indietro gli altri due autori della cinquina: Paolo Nori ha ottenuto 103 voti con Chiudo la porta e urlo, mentre Michele Ruol si è fermato a 99 voti con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia

La competizione era partita da una lista di dodici Premio Strega 2025 candidati, poi ridotti alla cinquina finalista annunciata il 4 giugno. Bajani si era già distinto in quella fase iniziale, risultando il più votato e conquistando anche il Premio Strega Giovani 2025, un preludio che ha ulteriormente rafforzato il suo status di favorito verso la vittoria finale.

Andrea Bajani in posa davanti alla lavagnetta del premio Strega 2025

La cinquina del Premio Strega 2025

La cinquina finalista del Premio Strega 2025 ha presentato opere molto diverse tra loro, ma accomunate da spunti autobiografici e da temi di forte impatto sociale. L’anniversario di Bajani affronta il dramma di un’infanzia abusiva e il difficile percorso di emancipazione dal totalitarismo della famiglia. 

Nadia Terranova in Quello che so di te rielabora invece la storia vera della bisnonna internata in manicomio, trasformando una vicenda privata in una riflessione sulla memoria collettiva riguardo alla salute mentale. 

Elisabetta Rasy, con Perduto è questo mare, intreccia il ricordo del padre con l’ombra letteraria del suo amico e mentore Raffaele La Capria, in un romanzo sospeso tra memoir intimo e tributo culturale.

Completano il quadro Paolo Nori e Michele Ruol. Chiudo la porta e urlo di Nori è un romanzo originale che riflette sul nostro tempo attraverso la lente poetica del romagnolo Raffaello Baldini, mescolando dialetto e narrativa contemporanea. Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia segna l’esordio letterario di Ruol: l’autore racconta le tracce lasciate da un incendio devastante sia nell’ambiente sia nell’animo dei personaggi. Quest’ultima opera, proposta al Premio Strega da Walter Veltroni, è stata la vera sorpresa della finale, essendo entrata in cinquina provenendo da un piccolo editore indipendente.Della cinquina, per il momento ho letto solo il romanzo vincitore L’anniversario. È sicuramente un’opera dal fortissimo impatto emotivo e, pur avendolo apprezzato molto per la sua onestà e profondità, l’ho trovato a tratti disturbante proprio per il tema sociale trattato. Fino all’ultima pagina rimane il dubbio se la storia narrata sia reale oppure finzione, un’ambiguità voluta che aumenta il senso di inquietudine nel lettore. Nonostante ciò, L’anniversario coinvolge e fa riflettere, riuscendo a trasformare un dramma privato in un racconto universale di dolore, liberazione e speranza.

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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