
La lettura è sempre stata il mio rifugio personale, un viaggio da affrontare rigorosamente in solitaria, circondata dal silenzio. Sin da quando ero ragazza mi considero una lettrice solitaria: passavo ore sui libri gustandomi ogni pagina in tranquillità, senza sentire il bisogno di condividere l’esperienza con altri.
Di recente, però, la vita mi ha portata a uscire dalla comfort zone: prima il trasferimento in un’altra città e poi l’esperienza della maternità mi hanno fatto avvertire il desiderio di socializzare e condividere le mie passioni. Mi sono detta che un buon punto di partenza poteva essere quello di unire l’utile al dilettevole, cercando dei gruppi di lettura nella mia zona per conoscere persone accomunate dall’amore per i libri.
Non avevo mai partecipato a gruppi lettura prima d’ora, quindi all’inizio ero divisa tra entusiasmo e un pizzico di timore. Con enorme sorpresa ho scoperto un vivace circuito di appassionati: biblioteche e librerie locali organizzano incontri di lettura mensili e online proliferano comunità di lettori pronti ad accogliere nuovi membri. Dopo qualche ricerca, mi sono unita a un piccolo gruppo che si riunisce ogni mese nell’ex biblioteca di Qualiano e, senza aver letto il libro del mese e con un pancione di quasi 9 mesi, mi sono presentata all’incontro. Ero curiosa di vedere come sarebbe stato leggere insieme ciò che fino ad allora avevo vissuto solo individualmente.
Eravamo una decina di persone, età, lavori e percorsi diversi ma tutte accomunate dalla passione per la lettura. Dopo qualche sorriso di benvenuto, prendemmo posto e il mio timore iniziale lasciò spazio alla curiosità. Ascoltavo le opinioni delle altre sul romanzo che avevano letto: ognuna notava sfumature diverse, offrendo spunti molto interessanti. Pur non avendo letto il libro, pian piano ho trovato il coraggio di intervenire, condividendo le mie impressioni e sentendomi sempre più parte della piccola comunità di Leggiamoci. Per la cronaca, il libro in questione era La principessa che aveva fame d’amore di Maria Chiara Gritti, che ho recuperato in seguito.
All’incontro successivo e per più di un anno non sono riuscita a prendere parte agli altri incontri ma ho continuato a seguire con interesse le attività del gruppo, leggendo i libri che sceglievano ogni mese. Da aprile 2025 ho ripreso attivamente la partecipazione, portando con me la mia piccola lettrice.

Mi sono ritrovata a esplorare letture variegate, spaziando tra generi diversissimi. Un mese un classico intramontabile, quello dopo un romanzo contemporaneo, testi che probabilmente da sola non avrei mai preso in mano ma che grazie al gruppo di lettura ho scoperto e apprezzato.
Uscire dalla mia comfort zone letteraria è stato stimolante, ho riscoperto l’entusiasmo di farmi sorprendere da storie nuove e di discuterne con chi le ha vissute attraverso altre prospettive.
Col passare dei mesi mi sono resa conto che far parte di un club di lettura non significa solo discutere di libri ma arricchisce molti aspetti della mia vita da lettrice e non solo. Tra i principali vantaggi che ho sperimentato grazie a questa esperienza condivisa:
La mia avventura nei gruppi di lettura ha trasformato il mio modo di vivere i libri. Se prima mi bastava la compagnia delle pagine, ora assaporo anche tutto ciò che nasce intorno a una storia condivisa: dalle risate collettive per le battute di un personaggio alle riflessioni profonde su un finale inaspettato. Quella che era una passione solitaria è diventata un’occasione di crescita personale.

In un mondo in cui siamo sempre di corsa e spesso connessi solo virtualmente, prendersi un momento per discutere insieme di romanzi è un’esperienza appagante e oggi non rinuncerei per nulla al mondo al piacere di leggere in compagnia degli altri.