Hazel ha detto no di Jessica Berger Gross

Quando un esordio letterario riesce a far parlare di sé ancora prima di arrivare in libreria, significa che qualcosa di speciale sta accadendo. È il caso di Hazel ha detto no di Jessica Berger Gross, pubblicato in Italia da Heloola a giugno 2025, un romanzo che si inserisce con decisione nel dibattito contemporaneo, affrontando temi di potere, consenso e ribellione con la forza di una protagonista giovane ma determinata. 

La vicenda di Hazel Blum – studentessa che si trova costretta a dire “no” a una proposta inaccettabile da parte del preside della sua scuola – diventa lo spunto per raccontare molto più di un singolo episodio: è un’indagine sull’adolescenza, sulla famiglia e sulla necessità di rompere il silenzio in un’epoca segnata dal movimento #MeToo. 

Con questo libro, l’autrice porta nella narrativa di formazione una voce corale e appassionata, capace di parlare a lettori e lettrici di ogni età.

Hazel ha detto no libro

Titolo originale: Hazel ha detto no

Autore: Jessica Berger Gross

Editore: Heloola

Anno di pubblicazione: 2025

Pagine: 416

Genere e forma: romanzo di formazione

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Sinossi

La vicenda ruota attorno alla famiglia Blum: Hazel, suo fratello minore Wolf (11 anni) e i genitori Gus e Claire. I Blum hanno colto al volo l’occasione di trasferirsi in una cittadina universitaria del Maine grazie al nuovo lavoro di Gus, professore di Studi Americani, per cercare una vita più tranquilla, fatta di “una bella villa, ampi spazi, vita lenta”

L’idillio, però, si infrange subito: il primo giorno di scuola dell’ultimo anno di liceo di Hazel, il preside White – figura rispettabile della comunità – rivela un volto predatorio avanzando la sua richiesta shock. Da quel momento in poi la trama segue le ripercussioni di quell’episodio sull’intera famiglia e sulla comunità scolastica. 

Attraverso capitoli brevi e una narrazione a più voci alternata tra tutti i membri della famiglia Blum, il romanzo mostra come ciascuno reagisce e cresce di fronte allo scandalo. 

Hazel ha detto no offre al lettore numerosi ricco colpi di scena e momenti emotivi, mantenendo un tono complessivamente appassionante e a tratti divertente nonostante la gravità dei temi trattati.

Le mie impressioni

Jessica Berger Gross arricchisce il romanzo con citazioni e frasi memorabili che aiutano a comprenderne i temi portanti. Nelle primissime pagine, ad esempio, Hazel riflette sul concetto di cambiamento con parole cariche di ironia amara e consapevolezza generazionale:

Il cambiamento, che fosse politico o personale, ci metteva un’eternità ad avvenire e in genere non portava a granché. Ci trasciniamo in avanti come bruchi finché non veniamo schiacciati sotto lo stivale del patriarcato e dei compiti a casa. (…) Certo che il cambiamento poteva avvenire in un istante. Semplicemente non era successo a lei. Non ancora.

La citazione cattura bene il disincanto iniziale della ragazza verso il mondo degli adulti e preannuncia la svolta improvvisa destinata a scuotere la sua vita. Poche pagine dopo, infatti, arriva la frase che dà il titolo al libro, la brutale dichiarazione con cui il preside White esplicita le sue intenzioni:

Ogni anno scelgo una studentessa con cui fare sesso. Quest’anno scelgo te

sussurra il preside ad Hazel a tu per tu nel suo ufficio. Si tratta di parole agghiaccianti, che l’autrice riporta senza filtri per far provare al lettore lo stesso shock e indignazione provato dalla protagonista. Di fronte a questa frase, per quanto ripugnante, Hazel trova la forza di opporsi, pronunciando quel “no” che segna l’inizio del suo percorso di ribellione.

Oltre alle voci dei personaggi, Gross dissemina numerosi riferimenti letterari che definiscono l’identità di Hazel. La ragazza gira con una shopper in cui non manca mai un romanzo di Sally Rooney e addirittura aveva consigliato al preside la lettura di Zadie Smith durante le chiacchiere estive in piscina. Nelle sue riflessioni, Hazel cita anche Joan Didion, quasi a trovare nelle parole di grandi autrici un orientamento morale. 

Questi omaggi letterari, oltre a rendere più vivido il personaggio di Hazel come giovane lettrice vorace, arricchiscono il testo di livelli di significato: i nomi di Rooney, Didion, Smith sono evocati non a caso, ma suggeriscono un canone ideale di voci femminili forti e indipendenti a cui la giovane (e la sua autrice) si ispira.

Dal punto di vista critico, Hazel ha detto no è un romanzo coinvolgente e coraggioso che colpisce per la sua immediatezza. La scrittura di Jessica Berger Gross è scorrevole e incisiva, capace di alternare momenti di leggerezza a momenti di alta tensione. Il ritmo è sostenuto, grazie ai capitoli brevi e ai continui cambi di punto di vista, e invoglia a proseguire la lettura senza sosta per scoprire come evolverà la vicenda. 

Molto riuscita è la caratterizzazione corale: ogni membro della famiglia Blum ha una voce distinta e credibile, emergono paure, segreti e speranze personali. Tale coralità aggiunge profondità al tema centrale, mostrando l’impatto del rifiuto di Hazel non solo su di lei, ma anche sui genitori e sul fratello minore.

Non mancano, tuttavia, alcune ingenuità narrative tipiche di un esordio. L’autrice ambisce ad affrontare molte tematiche contemporanee, dal sessismo nel sistema educativo alle dinamiche familiari, dall’adolescenza alla carriera accademica, e in certi passaggi il romanzo rischia di mettere troppa carne al fuoco contemporaneamente. Alcune svolte risultano un po’ prevedibili o risolte in modo affrettato, come se fossero piccole forzature nel comportamento di certi personaggi. 

Questi difetti, comunque, non pregiudicano il valore complessivo dell’opera, che resta godibilissima e intensa. Le emozioni sono autentiche e ben calibrate, si passa dalla rabbia all’empatia, dall’indignazione al sorriso, senza che il tono generale perda di credibilità. In particolare, colpisce la capacità di Gross di trattare un argomento delicato con una sensibilità leggera ma mai superficiale.

Il mio giudizio, in definitiva, è ampiamente positivo: pur non essendo un libro perfetto, è una lettura significativa e attuale, capace di far riflettere e, al tempo stesso, di intrattenere con intelligenza.

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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