Il grande frastuono di Roy Chen

Il grande frastuono di Roy Chen è un romanzo che mescola ironia e sentimento in modo sorprendente. L’autore israeliano, già noto come traduttore e drammaturgo, ha conquistato i lettori italiani con una storia originale edita da Giuntina nel 2025, capace di far sorridere e commuovere insieme.

copertina libro il grande frastuono

Titolo originale: Il grande frastuono

Autore: Roy Chen

Editore: Giuntina

Anno di pubblicazione: 2025

Pagine: 276

Genere: Romanzo

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Il grande frastuono narra le vicende di tre generazioni di donne in una famiglia israeliana. Le protagoniste – Gabriela, sua madre Noa e la nonna Tzipora – vivono ciascuna una vicenda personale particolare, destinata a convergere in un evento comune. 

Gabriela è un’adolescente ribelle che marina la scuola e si aggira per Tel Aviv con un enorme violoncello sulle spalle, senza sapere che “ci sono destinazioni che non vogliono farsi raggiungere”

Noa, invece, compie quarant’anni e conduce un’esistenza frenetica fatta di parole, è logorroica e fino a quel momento ha messo il lavoro davanti a tutto. Per il suo compleanno, il marito Nimrod le ha preparato un silenzioso regalo a sorpresa che le cambierà la vita. 

Nonna Tzipora, infine, è una traduttrice che durante la sua carriera ha tradotto Joyce e altri classici. Ha un carattere burbero e sarcastico, è atea convinta e misantropa e vive pacificamente immersa in un “irremovibile disprezzo per l’umanità” finché, all’improvviso, inizia a sentire una voce misteriosa che le parla nella testa.

Sulle vite delle tre donne – e simbolicamente sull’intero mondo che le circonda – sta per abbattersi il grande frastuono, un evento inatteso destinato a rompere i loro equilibri. Tra amori mancati e ritrovati, grandi silenzi e troppe parole, misteri insondabili e perfino un gefilte fish (il tipico piatto ebraico) servito al momento giusto, il romanzo conduce il lettore attraverso piccoli e grandi colpi di scena, regalando un affresco familiare tenero e surreale al tempo stesso: tre storie diverse che si intersecano e si richiamano, facendo ridere, piangere e meravigliare il lettore pagina dopo pagina.

I punti di forza de Il grande frastuono

Uno degli aspetti notevoli de Il grande frastuono è la presenza di citazioni e riferimenti culturali disseminati con finezza nel testo. Ad esempio, la nonna Tzipora è presentata come traduttrice di James Joyce, dettaglio che non è solo biografico ma anche simbolico: alcune scene riecheggiano infatti lo stream of consciousness joyciano e l’idea di voci interiori. La voce che Tzipora sente nella testa può essere letta come un omaggio ironico alla polifonia narrativa di Joyce, adattata al contesto contemporaneo di Tel Aviv.

Roy Chen impreziosisce inoltre la narrazione con frasi memorabili e aforismi che fotografano alla perfezione i personaggi. Una citazione spicca su tutte per descrivere la nonna, che vive 

pacificamente adagiata su un irremovibile disprezzo per l’umanità

battuta pungente che strappa un sorriso e definisce subito il tono sarcastico del personaggio. Verso la conclusione, il romanzo stesso si configura come 

un invito a chiudere gli occhi e ad ascoltare senza timore il battito del mondo

una frase poetica che riassume il messaggio profondo nascosto sotto il frastuono degli eventi. Sono citazioni come queste a rendere la lettura ricca di significato, offrendo spunti di riflessione oltre al mero intrattenimento.

La recensione

Dal mio punto di vista, Il grande frastuono è un romanzo riuscitissimo che conferma il talento di Roy Chen e la struttura in tre parti funziona come un perfetto meccanismo a orologeria narrativo. 

Le tre vicende autonome si rispecchiano l’una nell’altra, creando un ritmo coinvolgente e una crescita emotiva costante: si passa dal registro più leggero e giovanile di Gabriela, attraverso la crisi di mezza età di Noa, fino alla straordinaria terza parte dedicata a nonna Tzipora. Quest’ultima sezione brilla in particolare per originalità e umorismo: Chen vi sfodera una satira geniale, punteggiata da tenera malinconia, che raggiunge vertici di comicità intelligente senza mai perdere la profondità emotiva. Il romanzo, infatti, fa spesso ridere di gusto ma subito dopo sa commuovere con riflessioni delicate sulla famiglia, sul tempo che passa e sul bisogno di ascolto reciproco.

Ciò che colpisce maggiormente è la capacità dell’autore di bilanciare leggerezza e temi importanti. Roy Chen affronta questioni universali – il rapporto madre-figlia, il peso delle aspettative sociali, la solitudine interiore – con sensibilità e ironia. La sua prosa è scorrevole e vivace, ricca di dialoghi frizzanti e situazioni surreali che tengono desta l’attenzione del lettore. Allo stesso tempo, emergono momenti di profonda poesia, in cui il frastuono del mondo esterno lascia spazio al silenzio dei sentimenti inespressi. 

Il lettore viene cullato da una narrazione che è davvero una coccola: ci si affeziona ai personaggi imperfetti ma autentici, si ride delle loro buffe manie e ci si ritrova con un nodo alla gola quando affrontano le loro paure più intime. In definitiva, Il grande frastuono coinvolge emotivamente dalla prima all’ultima pagina e invita a riscoprire il valore dell’affetto incondizionato che lega le generazioni. 

Canone e tradizione letteraria di riferimento

Il romanzo di Roy Chen si inserisce in una tradizione letteraria ricca e sfaccettata, pur distinguendosi per originalità. Da un lato, Il grande frastuono richiama la grande tradizione dell’umorismo ebraico, quella capacità di mescolare il riso e il pianto tipica di molti racconti yiddish e israeliani. Viene spontaneo pensare ai classici racconti di Sholem Aleichem (dove sotto la comicità affiora sempre una vena di malinconia) oppure alle satire bonarie di Ephraim Kishon: Chen sembra raccogliere questo testimone, aggiornandolo al presente con situazioni e linguaggio attuali. 

Il suo modo di ridere delle piccole tragedie quotidiane – senza mai banalizzarle – è profondamente in linea con quella tradizione, e allo stesso tempo ne rappresenta una versione fresca e personale. Anche la scelta di protagoniste femminili di tre generazioni fornisce al romanzo un respiro universale che va oltre il contesto locale, toccando temi cari a molta letteratura contemporanea sulle dinamiche familiari e intergenerazionali.

Dall’altro lato, l’opera di Chen dialoga con la tradizione del realismo magico e del surreale. Non va dimenticato che l’autore, nato a Tel Aviv nel 1980, è anche un affermato traduttore di classici russi e ha tradotto in ebraico Puškin, Gogol’, Dostoevskij, Čechov, Bunin, Charms, tra gli altri. Questa formazione lascia tracce visibili nello stile e nelle trovate narrative de Il grande frastuono. Alcuni passaggi surreali e visionari ricordano le atmosfere sospese tra sogno e realtà tipiche di Gogol’ o di Čechov, filtrate però attraverso la sensibilità mediorientale di Chen. La voce misteriosa che perseguita Tzipora, ad esempio, può ricordare i toni dell’assurdo caro a Daniil Charms, mentre la satira sociale che affiora dai dialoghi vivaci può richiamare certe commedie di Čechov. In questo senso, Chen si pone come un autore di confine tra culture: unisce la narrativa israeliana contemporanea con influssi della letteratura russa ottocentesca e novecentesca, echi della Bibbia (il “grande frastuono” evocato fa pensare simbolicamente al caos babelico delle lingue) e persino riferimenti alla modernità urbana di Tel Aviv. 

Il risultato è un romanzo poliedrico, che appartiene al canone letterario israeliano ma parla un linguaggio narrativo globalizzato, comprensibile e apprezzabile da un pubblico internazionale.

Il grande frastuono e i riferimenti alla bibliografia dell’autore

Nella produzione di Roy Chen, Il grande frastuono occupa un posto di rilievo, confermando e ampliando i temi cari all’autore.

Chen si è fatto conoscere dal pubblico italiano con Anime (Giuntina, 2022), il suo romanzo d’esordio di grande successo, in cui sperimentava già una struttura narrativa insolita e visionaria, raccontando di un uomo che si reincarna continuamente da quattro secoli, in un mix di storia e metafisica, e mettendo in mostra la sua abilità nel fondere il fantastico con la riflessione esistenziale. 

Il grande frastuono segna un ulteriore passo avanti e, pur adottando un registro differente e più radicato nella quotidianità contemporanea, mantiene quella fusione di comicità e profondità diventata cifra stilistica di Chen. Se Anime incanta i lettori con toni quasi fiabeschi e affondi mistici, Il grande frastuono li conquista con una satira familiare dall’anima gentile, dimostrando la versatilità dell’autore nel cambiare scenario e personaggi senza perdere coerenza stilistica.

Vale la pena ricordare che Roy Chen è anche autore teatrale e Giuntina ha pubblicato una sua pièce intitolata Chi come me, ambientata in un centro di salute mentale giovanile. L’esperienza nel teatro traspare anche ne Il grande frastuono: la suddivisione in tre atti (o capitoli lunghi, ciascuno focalizzato su un personaggio) ricorda la struttura teatrale, e i dialoghi brillanti rivelano la mano sicura di un drammaturgo abituato a cogliere i tempi comici e i ritmi emotivi sul palcoscenico. 

Inserito nella bibliografia di Chen, Il grande frastuono rappresenta quindi la conferma di una voce narrativa matura. Dopo la prova spiazzante di Anime, qui Chen dimostra di saper raccontare storie più intime e realistiche senza rinunciare al suo stile originale. È un tassello importante nel percorso dell’autore, che va a consolidare la sua reputazione sia in patria sia all’estero come narratore innovativo capace di parlare al cuore dei lettori.

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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