
Giugno è uno di quei mesi in cui le librerie si riempiono di titoli che arrivano quasi tutti insieme e scegliere diventa già di per sé un atto editoriale. La mia selezione non ha pretese di esaustività, sono semplicemente i libri in uscita questo mese che mi hanno colpita, che corrispondono a qualcosa che stavo cercando o che non sapevo ancora di cercare.
Non tutti i libri in pubblicazione a giugno sono qui e non è una classifica, è una mappa personale, tracciata con il criterio che uso sempre: questo libro a cosa serve? Cosa tiene compagnia? Chi può trovare, tra queste pagine, qualcosa che lo aiuti a stare un po’ meglio con se stesso?
Cinque uscite, cinque ragioni per entrare in libreria questo mese.
Editore: La nave di Teseo | Uscita: 2 giugno 2026
Raja ha poco più di sessant’anni e vive con la madre in un piccolo appartamento a Beirut. Lui è un professore di filosofia riservato, amante della solitudine, quello che il quartiere chiama tranquillamente “l’omosessuale del palazzo”. Lei, Zalfa, è ottantenne, fortissima e totalmente invadente, convinta di avere il diritto di sapere ogni cosa che riguarda il figlio. Quando arriva un invito da una fondazione americana — una borsa di studio, un soggiorno negli Stati Uniti, la possibilità concreta di prendere le distanze — Raja scopre che le ragioni reali di quell’invito sono molto meno limpide di quanto sembri. E per capirle dovrà riattraversare tutto: incontri, tradimenti, amori, una vita intera vissuta in un paese che non ha mai smesso di bruciare.
Perché leggerlo. Alameddine è uno di quegli scrittori che riescono a fare una cosa rarissima: farti ridere e spezzarti in due quasi nella stessa frase. Il romanzo ha vinto il National Book Award for Fiction nel novembre 2025 e in Italia arriva quasi in contemporanea con il tour dell’autore nel paese. È una saga tragicomica sul legame madre-figlio portato alle sue conseguenze più assurde e più vere, su Beirut come personaggio che sopravvive a tutto e su cosa significa costruirsi un’identità in mezzo a una storia collettiva che ti attraversa senza chiederti il permesso. Se avete già amato L’angelo della storia o Il lato sbagliato del telescopio, sapete già. Se non lo avete ancora incontrato, questo è un ottimo punto di ingresso.

Editore: Giunti | Uscita: 3 giugno 2026
Avola, 1885. Marianna viene al mondo senza che nessuno la stesse aspettando. Tutti la chiamano Cosuzza – “il nome delle donne che restano sole e tirano avanti lo stesso” – e viene affidata a Lisetta, che le insegna i segreti delle erbe, del cibo, della cura.
È un romanzo che segue una vita intera in una Sicilia dura, tra la fine dell’Ottocento e la Prima guerra mondiale, costruito su archivi, registri, fotografie di famiglia e le registrazioni della Sicilia che Alan Lomax fece per la Library of Congress. Marianna Cosetta era la bisnonna dell’autrice.
Perché leggerlo. Soltanto il giorno è il tipo di romanzo che fa perdere la cognizione del tempo. La base documentaria è solida, ma il libro non lo senti mai, è narrativa che si legge come narrativa, non come saggio storico travestito. Il tema è quello delle donne che imparano a salvarsi salvando gli altri, della trasmissione di saperi tra donne, dell’amore come scelta e non come questione di sangue.

Editore: Voland | Uscita: 5 giugno 2026
Dona Albertina – per tutti Dona Albertì – vive in una casa di riposo ricavata da un ex albergo di lusso affacciato sul mare. Ha la vista debole, ma vede tutto quello che conta: la freddezza di certi inservienti, i rancori che circolano tra gli ospiti, le storie d’amore che nascono tra le poltrone del salone. Mentre fuori il mondo si ferma per la pandemia, lei continua a registrare ciò che accade intorno a sé con una lucidità che non ha niente di malinconico, semmai ha qualcosa di feroce e tenero insieme.
Lídia Jorge ha costruito questo romanzo partendo dalle registrazioni su un piccolo magnetofono che sua madre faceva ogni giorno: ha trascritto, montato, restituito. Il risultato è un libro che parla di vecchiaia senza parlarne come di una condizione di attesa.
Perché leggerlo. Misericordia ha vinto il Prix Médicis étranger 2023, Lídia Jorge è una delle voci più grandi della letteratura europea contemporanea e il libro ha quella qualità specifica che si riconosce subito: la capacità di trattare il tempo che finisce senza pietismo, con ironia e rispetto. Da leggere se siete coinvolti in qualcosa che riguarda i vostri genitori o i vostri nonni o, semplicemente, se avete voglia di un libro che tenga compagnia in modo molto concreto.

Editore: Fazi | Uscita: 19 giugno 2026
New York, 1985. Anita de Monte è una giovane artista cubana al culmine del suo momento: un premio importante, la prospettiva di una mostra al Metropolitan, un marito acclamato, Jack Martin, scultore bianco e potente. Poi una notte cade da una finestra, la sua morte fa rumore per un po’, poi non se ne parla più.
Nel 1998 Raquel, studentessa di storia dell’arte in un college d’élite, inizia a indagare sull’accaduto, mentre si trova coinvolta in una relazione con qualcuno che ha più potere, più denaro, più agganci di lei. Due linee temporali, un tocco di realismo magico – perché Anita continua a raccontare dall’aldilà – e una domanda che rimane aperta: cosa succede quando la stella di una donna eclissa quella del marito?
Perché leggerlo. Gonzalez ha costruito il romanzo intorno alla figura di Ana Mendieta, l’artista cubano-americana morta nel 1985 in circostanze mai del tutto chiarite – una storia vera, controversa, che il libro non nomina esplicitamente ma che è difficile ignorare se si conosce. È un romanzo sul mondo dell’arte come sistema di potere, sull’eurocentrismo dei canoni estetici, sulle relazioni in cui lo squilibrio è talmente normalizzato da essere quasi invisibile. La prosa è tagliente e non concede sconti. È uscito negli Stati Uniti nel 2024 come Reese’s Book Club Pick e le recensioni sono state molto positive.

Editore: L’orma | Uscita: 19 giugno 2026
Pochi giorni dopo i funerali di Ingeborg Bachmann – morta a Roma nell’ottobre del 1973 – Uwe Johnson prende un treno per Klagenfurt, la città dell’infanzia della poetessa, quella da cui aveva cercato di affrancarsi per tutta la vita e in cui era infine stata sepolta. Segue le tracce che Bachmann ha disseminato nelle poesie, nelle lettere, nei racconti. Percorre strade ancora segnate dall’ombra del nazismo. Ricostruisce il paesaggio storico e morale in cui si era formata una delle voci più importanti del Novecento. Il libro è breve – 144 pagine – e Johnson lo definì un atto di ammirazione e di amicizia. L’Orma lo ripropone in questa nuova edizione curata da Luigi Reitani.
Perché leggerlo. Un viaggio a Klagenfurt è un libro sull’amicizia letteraria come forma di fedeltà, su cosa significa tenere viva la memoria di qualcuno senza trasformarla in monumento. È un testo breve e denso, adatto a chi conosce già Bachmann e vuole capire qualcosa di più del paesaggio che l’ha formata, ma anche a chi vuole incontrare Johnson con una porta laterale, meno impegnativa rispetto alla tetralogia. Detto questo: se siete curiosi e avete tempo, I giorni e gli anni è sempre lì che aspetta.
