
Luglio porta in libreria decine di uscite, tra grandi ritorni e nuovi nomi e nessun articolo, per quanto lungo, può raccontarle tutte. Quello che trovate qui sotto non è un elenco esaustivo delle novità del mese, ma una selezione personale, 5 libri che, tra i tanti annunciati per luglio 2026, hanno intercettato i miei gusti di lettura.
Narrativa straniera, un ritorno storico italiano, un esordio americano e una riedizione che vale la pena recuperare: ecco cosa ho messo in valigia, almeno sulla carta, per l’estate.
NN Editore, in libreria dal 30 giugno 2026
Bologna, 2024. Ormai adulta, Tessa riceve dalla nonna una scatola di ricordi che la riporta al 1995, a Fano, quando aveva sedici anni e un’amicizia con Cecilia, Irene e Virginia che sarebbe durata tre decenni. Cresciute a cavallo di due millenni, tra segreti, promesse e scelte che qualcuna tradisce, le quattro ragazze attraversano insieme gli anni che cambiano loro e il mondo intorno, fino a un presente in cui tutto sembra crollare e solo quel legame regge.
Perché leggerlo. Perché è un romanzo che prende sul serio l’amicizia femminile come legame capace di reggere il peso di una vita intera, senza ridurla a semplice sfondo sentimentale. Baldelli scrive con una voce diretta, capace di restituire tre decenni di storia italiana attraverso quattro traiettorie molto diverse tra loro.

E/O, in libreria dal 1 luglio 2026
Cincinnati, primavera 1983. Becks sogna di andarsene, lontano da una madre autoritaria e da sentimenti che non osa nominare, e trova nel videogioco incompiuto lasciatole dallo zio appena morto un modo per restare legata a lui. Da quel gioco si diramano, attraverso seicento anni e mondi diversissimi tra loro, le storie di altre quattro donne: una scienziata, una cercatrice di relitti in un futuro sommerso dagli oceani, un’astronauta che infrange gli ordini pur di inseguire un mistero. Un romanzo d’esordio che è insieme racconto di formazione, avventura e fantascienza.
Perché leggerlo. Perché è un romanzo ambizioso nella struttura ma mai dispersivo, che usa la fantascienza per parlare di identità, perdita e appartenenza. Chi cerca una lettura che unisca respiro emotivo e capacità di stupire nella costruzione narrativa troverà qui un esordio che vale la scommessa.

Mondadori, in libreria dal 7 luglio 2026
Parigi, 1963. Jean Pelletier salva un neonato da un palazzo in fiamme e diventa un eroe nazionale, ma suo fratello François comincia a sospettare che dietro quel gesto si nasconda l’autore di una serie di omicidi mai risolti. Il romanzo chiude la tetralogia che Lemaitre dedica alla Francia del secondo dopoguerra, intrecciando la vicenda familiare dei Pelletier alle trasformazioni di un paese che fatica a lasciarsi alle spalle le ferite della guerra.
Perché leggerlo. Perché Lemaitre è un maestro nel far convivere la grande storia con il dettaglio minimo della vita quotidiana, e in questo capitolo conclusivo lo fa con il mestiere di chi ha già dimostrato, romanzo dopo romanzo, di saper tenere insieme dramma, ironia e osservazione sociale senza perdere ritmo.

Neri Pozza, nuova edizione in libreria dal 7 luglio 2026
Milano, gli anni più bui della seconda guerra mondiale. Mara, giovane di buona famiglia, e Mario, operaio delle acciaierie, vivono un amore osteggiato da entrambe le famiglie: la bambina che nasce da quel legame, Lola, viene allontanata subito dopo il parto, mentre Mara è costretta a sposare un uomo vicino al regime. Solo diciotto anni dopo una lettera anonima riporterà alla luce quella storia sepolta.
Vale la pena segnalare che si tratta di una nuova edizione Neri Pozza di un romanzo che Carla Maria Russo aveva pubblicato per la prima volta con Piemme nel 2010, vincendo poi il Premio Fenice Europa: non un inedito, quindi, ma un ritorno in libreria per chi non l’ha ancora letto o vuole recuperarlo nel nuovo formato.
Perché leggerlo. Perché è un romanzo corale che ricostruisce con cura la Milano dei bombardamenti e delle rappresaglie, restituendo alla grande storia il peso delle scelte individuali. Una lettura per chi ama il romanzo storico che non rinuncia alla tensione narrativa.

Einaudi, in libreria dal 14 luglio 2026
Nel suo nuovo libro, Miriam Toews torna alla scrittura di sé, tra episodi quotidiani e perdite che segnano una vita intera: una madre che se ne va giocando a Scarabeo fino all’ultimo, un padre e un panino al prosciutto mai consumato, il silenzio di una sorella che la parola scritta ha provato, senza riuscirci fino in fondo, a colmare. È un memoir che alterna leggerezza e dolore con la stessa naturalezza con cui si passa da una stanza all’altra di casa, restando comunque, alla fine, un libro sulla scrittura come tentativo di tenere in vita chi non c’è più.
Perché leggerlo. Perché Toews riesce a parlare di lutto e di fragilità familiare senza mai scivolare nel patetico, con un umorismo che non stempera il dolore ma lo rende sopportabile. Un libro che parla direttamente a chi cerca nella lettura compagnia, non consolazione a buon mercato.
