Cosa ho letto a ottobre 2025

Ottobre è stato un mese di letture eterogenee, mi sono dedicata a cinque libri molto diversi tra loro, accomunati forse solo dalla lunghezza contenuta ma dalla grande ricchezza di spunti di riflessione.

In queste settimane ho spaziato da un intenso romanzo sperimentale sul lutto familiare a una delicata storia contemporanea sull’identità cosmopolita; da un dramma d’infanzia raccontato attraverso il silenzio a un surreale naufragio esistenziale in mezzo al Pacifico, fino a una raccolta di racconti affilati sulle ombre delle relazioni umane. 

Ecco quindi il riepilogo delle mie letture di ottobre 2025, per ciascun titolo troverete una breve sinossi (giusto per capire di cosa parla) e il rimando alla recensione completa.

Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia di Michele Ruol

La storia è narrata in modo originale attraverso una serie di brevi capitoli, ciascuno dedicato a un oggetto, che compongono l’inventario di ciò che rimane nella casa di una famiglia dopo una terribile perdita. Protagonisti sono un Padre e una Madre che, in questi frammenti, ripercorrono ricordi e momenti legati ai due figli che hanno tragicamente perso la vita in un incidente. 

Il risultato è un romanzo breve ma potentissimo sul dolore del lutto e sulle strategie per sopravviverne: i genitori riordinano le cose materiali per non perdersi nel vuoto affettivo, mantenendo un fragile equilibrio tra di loro e aggrappandosi alla quotidianità. Mi ha colpito la delicatezza con cui Michele Ruol affronta un tema così straziante senza cadere nel patetico, grazie anche allo stile frammentato e controllato. 

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Gli antropologi di Ayşegül Savaş

La scrittrice turca Ayşegül Savaş ci regala con Gli antropologi una storia intimista e contemporanea. I protagonisti, Asya e Manu, sono una giovane coppia che si è lasciata alle spalle i rispettivi paesi d’origine per ricominciare in una grande città cosmopolita.

Li seguiamo mentre esplorano la loro nuova vita a due: frequentano caffè e cene tra amici, osservano con curiosità quasi antropologica gli usi e costumi del luogo che li ospita, e intanto fanno i conti con la nostalgia di ciò che hanno lasciato. Sullo sfondo ci sono le famiglie lontane che invecchiano, i nonni che si ammalano, i nipoti che crescono, richiami alle radici che affiorano e pongono domande importanti. È un romanzo di atmosfere più che di trama, che mi ha conquistata con la sua sensibilità e pagina dopo pagina riflette sull’identità, sul mettere radici lontano da casa e sul significato dell’amore in un mondo sempre più globale.

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Latte guasto di Valentina Santini

Valentina Santini, al suo secondo romanzo, ci porta indietro nel tempo fino al 1969, in un piccolo borgo toscano chiuso in credenze e superstizioni. Qui incontriamo Viola, una bambina di undici anni che un giorno smette all’improvviso di parlare, scegliendo il silenzio assoluto senza voler dare spiegazioni. 

Qualcosa di indicibile le è accaduto e il suo mutismo diventa un enigma doloroso per i genitori e un bersaglio per i pettegolezzi dei compaesani. L’unico a starle vicino è Paolo, il figlio del becchino, che con affetto ostinato accompagna Viola persino nel luogo misterioso dove ha perso la voce. 

La vicenda di Latte guasto è narrata attraverso i diari segreti di Viola dal 1969 al 1974, cinque anni in cui la vediamo crescere, affrontare traumi e lutti e trovare rifugio nella scrittura. È stata una lettura intensissima, piena di dolore ma anche di coraggio, ogni pagina tiene con il fiato sospeso fino al finale (che confesso, mi ha commossa).

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Gentiluomo in mare di Herbert Clyde Lewis

Questo è forse il titolo più particolare del mese, Gentiluomo in mare dello scrittore americano Herbert Clyde Lewis, un breve romanzo del 1937 riscoperto di recente in Italia. La premessa della storia è semplice e surreale: Henry Preston Standish, un rispettabile uomo d’affari, durante una crociera di lusso nel Pacifico cade fuori bordo in un incidente assurdo. 

A causa del suo eccesso di educazione (è un gentiluomo fino al midollo), Henry esita a lanciare l’allarme e così, nel giro di pochi istanti, si ritrova completamente solo in mezzo all’oceano mentre la nave prosegue ignara la sua rotta. Da qui in poi il romanzo si svolge tutto nell’acqua salata: seguiamo i pensieri di Standish che, galleggiando sotto il sole cocente, ripercorre la propria vita e riflette con sottile umorismo sulla sua condizione disperata. 

Ho apprezzato moltissimo come l’autore riesce a trasformare una situazione tragica in una meditazione sorprendentemente leggera e pungente sul senso della vita e sulla solitudine. È una lettura breve ma davvero brillante che consiglio se amate le storie un po’ diverse dal solito. 

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Inverness di Monica Pareschi

In chiusura, il mese di ottobre mi ha regalato Inverness di Monica Pareschi, una raccolta di tredici racconti finalista al Premio Campiello 2025

Si tratta di storie brevi accomunate da un particolare, ovvero mostrano i personaggi alle prese con il lato più oscuro e complesso delle relazioni umane. Donne, uomini e adolescenti vivono situazioni a volte crudeli o paradossali, cercano un contatto autentico, l’amore, l’amicizia o semplicemente un po’ di comprensione, ma si scontrano con silenzi, incomprensioni e piccole ossessioni che avvelenano i rapporti. 

La prosa della Pareschi è elegante e affilata e in ogni racconto riesce a mettere a nudo le piccolezze mostruose nascoste sotto la facciata della normalità. È un libro che mi ha colpito per la lucidità quasi spietata con cui descrive certi disagi emotivi, ammetto che alcune storie mi hanno lasciato addosso una discreta inquietudine, ma proprio per questo le ho trovate illuminanti e ben narrate. 

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Storie in pausa

Valeria legge libro Venuto al mondo di Doris Lessing

SEO Copywriter e Social Media Manager, mi ritengo una lettrice appassionata. Ho creato Storie in pausa per raccontare il mio rapporto con i libri, quelli che aprono domande più che dare risposte. Quando non lavoro, faccio la mamma e leggo: perché le storie sono il mio modo per restare connessa al mondo e a me stessa.

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